Diario di Viaggio: Dublino e Howth

La capitale dell’Irlanda non è mai stata una mia “prima scelta”.

Quest’anno però, avendo pochi giorni, ho cercato città visitabili in 2/3 giorni senza dover correre e alla fine Dublino mi è parsa un’ottima idea.

Ryanair ha una tratta diretta fra Milano Malpensa e Dublino e il primo passo era fatto.

Decidere all’ultimo momento non sempre è una scelta “economica” e infatti la ricerca dell’alloggio mi ha portato via più tempo del previsto.

Solitamente quando viaggio da solo utilizzo Air BnB, perchè propongono diverse soluzioni economiche anche in centro città: stavolta i prezzi erano talmente alti che ho deciso che in albergo sarebbe stato meglio.

Ho prenotato una stanza presso il Leonardo Hotel in Parnell Street, a nord del fiume Liffey: una scelta buona per la posizione, anche se la camminata per arrivare nel centro della vita dublinese è di 15 minuti.

L’hotel ha le sue luci e le sue ombre, ma tutto sommato poteva andarmi peggio, anche se, come ho scoperto, la città è tutt’altro che economica.

Inizia il viaggio irlandese!

Pronti? Si va!

Giorno 1 – 30 agosto 2025:

Aeroporto Milano Malpensa, Aeroporto Dublino, Trinity College e Temple Bar.

Partito in orario (strano) con l’aereo delle 08.25, sono atterrato, dopo 2 ore e 30 circa di volo, alle 10 (ora locale).

L’affollatissimo aeroporto della capitale irlandese, offre varie soluzioni per raggiungere facilmente il centro, che dista 15km.

Io ho optato per il taxi, ma solo perché mi ha accolto una fitta pioggia e non volevo districarmi fra ombrelli e valige e poi farmi 10 minuti sotto l’acqua per raggiungere il Leonardo dalla fermata del bus.

La reception dell’hotel è accogliente e cordiale, però le ombre di cui vi parlavo saranno legate alla camera 534: lontanissima dall’ascensore e vicina, ahimè, al magazzino del personale.

La mattina presto, e dico molto presto, e la sera tardi, e dico molto tardi, le cameriere lo usano (e ci mancherebbe), ma sbattendo le porte e parlando a voce alta. Damn!

La pioggia per un attimo dà tregua e passeggio fino al ponte O’Connell per poi dirigermi verso la zona più turistica della città: Temple Bar.

E’ la location di numerosi storici pubs, della vita notturna e ritrovo dei giovani da tutte le parti del mondo.

Le vie pedonali sono pittoresche e i locali scenografici, ma io sono “di nicchia” e vado subito a cercare l’omaggio che la città ha voluto fare ad uno dei più grandi chitarristi della storia: Rory Gallagher.

Fatte numerose foto scelgo di mangiare “locale” e un “fish & chips” mi pare la scelta più ovvia. La qualità non è eccelsa, ma non è tempo di pensarci: la visita guidata al Trinity College mi aspetta.

L’università è una delle più antiche e frequentate del mondo, sede di numerose facoltà di eccellenza, ma soprattutto qui ci sono due attrattive che saranno il punto più alto della mia visita e fra le cose più belle che io abbia mai visto: la Old Library e il Book of Kells.

Io ho acquistato in anticipo anche la visita guidata delle bellezze del college da parte di uno studente e lo consiglio visto che sono sempre sold-out.

La ragazza che ci illustra il Trinity è Eva, irlandese purosangue e veramente simpatica, ci riempie di notizie e curiosità pazzesche (che se volete vi racconterò).

Finalmente arriva l’ora di entrare in una delle librerie più belle e antiche del mondo: la Old Library e la sua sala più famosa la Long Room.

Descrivere la sensazione a parole è difficile: lunghissima (65 metri) che quasi si perde all’orizzonte, imponente, elegante e bella. Dannatamente bella, come l’installazione della terra sospesa nel vuoto che la incornicia.

Non ci sono tutti gli antichissimi libri sugli scaffali perchè piano piano li stanno ripulendo e digitalizzando, ma lo spettacolo è davvero mozzafiato.

E’ l’ora del secondo highlight della giornata: il Book of Kells.

Io ho acquistato la “Experience” e cioè la spettacolare e misteriosa storia di questo manoscritto medievale miniato creata grazie alla grafica e ai computer. Bellissima.

Si ha poi il privilegio di osservare da vicino una pagina aperta del meraviglioso manoscritto, ma non si può fotografare. Emozionante.

Entrato con il sole caldo, esco dal college accolto da un freddo vento e da una fastidiosa pioggia. Il tempo pazzo di Dublino non me la fa apprezzare come dovrebbe.

Torno in albergo per rinfrescarmi e poi cercare un posto per la cena.

La giornata si chiude con il tempo che cambia di nuovo e mi regala uno stupendo arcobaleno, proprio vicino a dove decido di cenare: Bo.Co Bar & Oven.

Giorno 2 – 31 agosto 2025:

Howth

Ringrazio un caro amico che adora l’Irlanda e mi ha suggerito questa gita da Dublino: Howth è un vero gioiello. Tornerei solo per rivederla.

La fortuna mi assiste e scelgo la giornata giusta fra tante giornate di tempo instabile: sole e 22°.

Howth è una penisola a circa 20 km dal centro di Dublino, raggiungibile comodamente con un viaggio di circa 30 minuti con i treni della DART che partono dalla stazione Connolly.

Sul treno il caso vuole che il mio posto sia di fronte ad una ragazza che fissa il mio cappellino preso al Red Rocks Amphitheatre di Denver.

Lei vive a 15 minuti da Red Rocks e ci va ogni settimana per fare yoga: cominciamo a parlare e diciamo che potrei avere regalato una nuova fan a Shane Smith & The Saints dopo il mio racconto entusiastico.

Si capisce di essere in un altro mondo rispetto alla città quando sulla vostra sinistra la ferrovia costeggia il mare che sembra voler entrare nel treno con voi.

Il piccolo villaggio storico di pescatori ha un bellissimo porto, pieno di pescherecci, ma il fiume di persone che scende dal treno è venuto per una cosa: la Howth Cliff Walk.

Le persone erano tante, ma i percorsi a piedi che costeggiano le scogliere sono talmente tanti e diversi che non me ne sono accorto.

Scelgo la Green Route, che sarebbe la più facile, ma è comunque un percorso di quasi 6km che si inerpica sulla collina a strapiombo sull’Oceano.

Impegnativo, ma vale assolutamente la pena. Senza alcun dubbio.

La natura incontaminata che vi circonda è meraviglia pura, l’erica fiorita, l’erba mossa da un vento fortissimo e poi il mare e i suoi colori.

La “verde Irlanda” è proprio qui davanti ai miei occhi.

Il percorso richiede attenzione, in alcuni punti non avrete protezione e il sentiero è a picco sul mare sferzato da un vento davvero forte.

Devio dal mio percorso per arrivare a fotografare il punto più scenografico: il faro di Baily e poi, stremato, torno in paese alla ricerca di un posto per il meritato pranzo, con gli occhi pieni di bellezza.

Scelgo un ristorante collegato ad un mercato del pesce, Beshoffs, e gusto un delizioso salmone fresco e grigliato.

Mi godo gli ultimi istanti di sole e Oceano prima di tornare a Dublino.

La giornata termina con una passeggiata e con la volontà di non mangiare in qualche pub.

Trovo per caso un ristorante romano, il Bar Italia, e mai scelta fu più azzeccata: personale italiano fantastico e cibo “vero” e delizioso. Sarà la mia cena per due sere di fila.

Giorno 3 – 1° settembre 2025:

St.Stephen’s Green, St. Patrick’s Cathedral, Docklands e Irish RnR Museum Experience.

Il tempo è incerto, ma voglio assolutamente vedere il parco di St.Stephen’s Green e quindi nonostante una fastidiosa pioggerella, decido di andare a sud del fiume per vederlo.

Il parco è davvero fantastico e rigenerante e in alcuni momenti è anche baciato dal sole.

Divertente la statua sopra una enorme roccia di Oscar Wilde, proprio di fronte all’uscita dal parco e a quella che fu la sua casa dublinese.

Passeggio, fra pioggia e sole, fino alle Docklands restaurate e piene di palazzi moderni dove hanno sede le maggiori compagnie del mondo digitale.

Non il mio posto preferito, migliorato qua e là da barche e piccoli battelli.

Dopo pranzo, decido di andare in quello che sarà il terzo “alto” del mio viaggio: l’Irish Rock and Roll Museum Experience in Temple Bar.

Un viaggio interessante e divertente nella storia della musica rock irlandese, che proprio in questo luogo ha visto passare tanti protagonisti, essendo anche un importante studio di registrazione.

Ammirato ho visto i cimeli di uno dei miei artisti preferiti, Rory Gallagher, poi quelli dei Thin Lizzy di Philipp Lynott, forse la rockstar più importante per l’Irlanda, i Cranberries, Sinead O’Connor, Bob Geldof…

La simpaticissima ragazza che ci ha guidati mi ha poi detto che dentro di me si nasconde un irlandese perché come loro amo Gallagher che è un artista di culto e non amo gli U2, raccontandomi che da quando sono diventati mainstream hanno perso parte del loro seguito in patria.

Un bel modo di chiudere il mio breve viaggio irlandese, salutato da un bellissimo tramonto sulle rive del fiume Liffey.

La partenza è fissata per la mattina del 2 settembre e dopo un ritardo, strano, di quasi 2 ore torno nella mia Milano.

Un viaggio che ha avuto degli alti pazzeschi, ho visto delle bellezze che mi porterò sempre nel cuore e che hanno un ruolo decisivo sul pensiero finale su questa città.

Tornerò un giorno e magari girerò per la verde Irlanda, soffermandomi meno sulla capitale che, a quanto mi hanno detto, non rappresenta il meglio del paese.

A presto per il prossimo Diario di Viaggio.

Trex

Pubblicato da Trex

Sono un blogger e scrittore appassionato di musica indipendente americana. Scrivo gialli polizieschi e ho inventato il personaggio del detective texano Cody Myers.

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