Diario di Viaggio: Red Rocks e Texas!

Sono tornato alla mia realtà da pochi giorni e, iniziando a sistemare le foto, ancora non credo a quello che ho vissuto in questa settimana pazzesca.

Mi torna subito in mente il giorno che ho deciso di fare questa pazzia: era un triste giorno di novembre 2023 e stavo vagando su Facebook.

La mia band preferita, i texani Shane Smith & The Saints, annunciavano il loro ritorno come headliner nella location più ambita e incredibile del mondo: il Red Rocks Amphitheatre a Morrison, Colorado.

7 maggio 2024.

Grazie a questo blog, alla mia attività social e alla mia passione smodata per la musica indipendente, ho numerosi amici dall’altra parte dell’Oceano.

Proprio sotto il post di questo annuncio, uno dei miei amici texani, Kyle, scriveva questo: “Quest’anno ci sarò!”

E’ nato tutto dal mio messaggio di risposta (ripensando alle tante volte che mi aveva invitato ad andare in Texas): “hey amico mio! Che ne dici se ci andiamo assieme e poi mi fai da guida per un piccolo viaggio texano?”

Era fatta quasi senza nemmeno accorgermene.

Mi sono iscritto alla “coda” per i biglietti e poco dopo uno era mio.

Febbrile ricerca di un volo economico: British Airways!

Andata il 5 maggio e ritorno sabato 11 maggio 2024.

L’organizzazione con Kyle è stata davvero facile: come vi accorgerete leggendo questo diario, i texani sono persone meravigliose. Gentili, accoglienti e generosi.

Ha pensato a tutto lui: notti in albergo, noleggio auto, itinerario…

Io, emozionato come un bimbo che deve andare a Disneyland, mi sono solo occupato di farmi autorizzare il viaggio con l’ESTA (che serve per entrare negli States), di acquistare un’assicurazione di viaggio e verificare valigia e zaino.

Il countdown è stato veloce, il giorno è arrivato così in fretta che mi sono parsi giorni e non mesi.

La valigia era vuota di mie magliette (mai successo in un viaggio), ma piena di magliette del mio blog da regalare agli amici che avrei incontrato negli States e con spazio per quello che avrei preso laggiù.

Inoltre avevo anche dovuto mettere in valigia un piccolo zaino vuoto per la Red Rocks Arena: è permesso uno zaino con una sola tasca per snellire i controlli.

L’anfiteatro è nelle montagne e il meteo è imprevedibile: quindi, con me, giacca anti-pioggia, anti-vento, felpa e maglia termica.

Per il Texas invece crema solare, Autan e crema per le punture.

Non si sa mai!

Siete pronti a partire? Si va!

GIORNO 1 – 5 maggio 2024:

Aeroporto Milano Malpensa, Aeroporto Londra Heathrow, Aeroporto Dallas Fort Worth e Scurry Texas.

Il volo da Milano era per le 7:40 di mattina, il che voleva dire levataccia alle 4:30 per arrivare in tempo ai controlli e al check-in.

L’autorizzazione ESTA c’è, il passaporto pure e anche l’assicurazione. Fotocopie di rito in ogni tasca nascosta e anche dollari contanti.

Ringrazio ancora il giorno che ho deciso di prendere un volo con uno scalo lungo (3 ore e 40 minuti), perché da Malpensa il ritardo è stato poi di 1 ora e mezza. Damn!

Quindi arrivo tranquillo a Heahtrow, un aeroporto immenso, ma organizzatissimo: tutto snello e veloce.

In connessione si ripassa ai controlli di sicurezza, mentre il bagaglio essendo la stessa compagnia è già pronto sul volo per DFW.

Devo dire che dalla British Airways mi sarei aspettato di più.

L’aereo è il mastodontico A380, ma è tutto “vecchio” e poco curato: infatti l’attacco delle mie cuffie non funziona e fortunatamente ho i miei auricolari Bluetooth e il live del 2023 del concerto che sto per vivere dal vivo, mi ha fatto compagnia.

Ascoltare per tante ore “Live at Red Rocks” di Shane Smith & The Saints uscito proprio prima del viaggio, ha aumentato la mia eccitazione.

Il volo è stato lungo, ma senza problemi e anche il famigerato passaggio alla dogana, usando la app ufficiale, è stato veloce e indolore.

Bellissimo il primo incontro con Kyle, che conoscevo solo via Social, un forte abbraccio e via verso casa sua sul suo gigantesco pick-up, la mia piccola auto qui verrebbe inghiottita dalla strada.

Solo il muso del suo furgone mi arriva alla spalla!!!

La prima fermata è stata per la cena, erano le 18 ormai, e la scelta è stata texana che più texana non si può: un hamburger da Whataburger, una catena che trovate solo qui.

Tutto ottimo e personale fantastico, come tutti d’altronde da queste parti.

La cittadina dove vive, Scurry a est di Dallas, è in mezzo alla campagna, attraversata da una strada che di mattina è trafficatissima e la sua deliziosa casa è all’inizio del ranch del suo padrone di casa: grandissimo con due laghetti, un bosco e anche degli avvoltoi che ci sorvegliano.

Ho fatto amicizia con il suo bellissimo pastore australiano, Koda e suo fratello che vive nel ranch e che era intento a cercare un roadrunner.

Sì, avete capito bene Bip Bip in carne, penne e ossa e dispettoso proprio come nel cartone animato. Ovviamente il cane si credeva Will il Coyote per non essere da meno.

Il lunghissimo primo giorno era finito: preparazione dello zaino per il giorno dopo, nanna nella camera degli ospiti preparata per me e fuso orario da smaltire.

La normale preoccupazione di dover dormire a casa di qualcuno di conosciuto solo in rete era svanita al primo abbraccio.

GIORNO 2 – 6 maggio 2024:

Scurry Texas, Aeroporto Dallas Love Field, Aeroporto El Paso Texas, Aeroporto Denver e Golden Colorado.

Dicono che in ogni viaggio ci siano sempre inconvenienti: ecco, il primo è avvenuto subito il primo giorno ufficiale.

Ci siamo svegliati e preparati per la colazione e ,come da mia richiesta, l’avremmo fatta in un posto piccolo e vicino e che facesse dolci (non amo il salato a colazione).

Ed eccomi a gustare due veri donuts (uno con zucchero alla cannella e uno allo sciroppo d’acero) e un ottimo caffè in un diner per camionisti vicino a casa di Kyle.

Ero in estasi, come in un film.

Ma voi direte: e il contrattempo?

Il volo dal piccolo aeroporto di Dallas Love Field sarebbe partito alle 15, ma il pick-up di Kyle forse non era d’accordo.

Motore con problemi che non si potevano ignorare, ma da queste parti si aiutano sempre e il simpaticissimo padrone di casa ci avrebbe portato all’aeroporto e al nostro ritorno, per proseguire il viaggio, avremmo noleggiato un’auto.

Intoppo superato senza patemi: “adoro i texani” l’ho già detto?

Da queste parti trattano i voli interni come corse in autobus e i controlli sono velocissimi, ma il meglio doveva arrivare.

Avremmo volato con la compagnia aerea che è appena diventata la mia preferita senza discussioni: la Southwest.

Hostess e steward in polo, nessun atteggiamento pre-confezionato, chiacchiere gentili e anche se i posti non hanno numero, gestiscono in maniera fantastica bagagli a mano e rotture di scatole (chi vola sa cosa intendo).

La fila al gate è anche lei geniale: divisi a seconda di numeri ci si mette in fila divisi per piccolo gruppi perfettamente segnalati.

Il volo farà prima tappa a El Paso, la città al confine con il Messico, e poi ripartirà per Denver, Colorado.

Il terreno verdeggiante di Dallas e dintorni, lascia spazio ad un deserto che pare un altro pianeta, fino alle case che compaiono dal nulla: El Paso, baby!

Scendono tutti, tranne io e Kyle: si va in prima fila e si scambiano due chiacchiere con l’equipaggio, mentre salgono alcune decine di persone.

Dall’alto vediamo anche il confine con il Messico visto solo nei film: la fila di auto è impressionante.

L’aeroporto internazionale di Denver è grandissimo e i Gate A-B-C sono distanti, ma è tutto perfettamente organizzato e in un attimo ci ritroviamo dove si aspettano le auto prenotate con le App (Uber nel nostro caso), utilizzando la navetta-treno.

Intoppo numero 2 (ma non era 1?!?): c’è la partita dei Denver Nuggets (NBA) e non ci sono auto disponibili e nemmeno taxi.

Ci dobbiamo accontentare di una grandissima auto (servizio quasi limo) e spendere una fortuna per una corsa di appena 30 minuti verso Golden, ma non si può fare diversamente.

L’hotel è della catena “Holiday Inn”, veramente bello e pulito e l’indomani proveremo la colazione inclusa.

E’ tempo di cercare un posto dove cenare, ma vicino all’hotel c’è solo una pizzeria, Ricci’s Pizza: pizza senza infamia e senza lode, ma ci raggiunge la fondatrice del gruppo di fans su Facebook di Shane Smith & The Saints, Megan e la serata vola via pensando all’evento di domani.

Siamo entrambi emozionati e andiamo a dormire con un solo pensiero in testa: avremmo visto il Red Rocks Amphitheatre.

GIORNO 3 – 7 maggio 2024:

Golden, Evergreen, Red Rocks Trading Post e Red Rocks Amphitheatre.

Si dorme poco, l’adrenalina è già in circolo, ma una buona colazione è d’obbligo.

In hotel non è niente male e sperimentiamo un macchinario mai visto (nemmeno in Texas) e cioè la macchina automatica per i pancakes: si preme un bottone e si aspetta 1 minuto.

I pancakes non sono proprio perfetti, ma non sono male per essere auto-prodotti.

Siamo d’accordo con Megan di aspettarla nel parcheggio per andare assieme verso Red Rocks, ma Kyle riceve un messaggio da un altro fan conosciuto sul gruppo che ha un’auto a noleggio.

E’ australiano, ma vive vicino a Kyle in Texas (vicino per le distanze texane…): faccio la conoscenza del simpaticissimo e un po’ pazzo Luke.

3 amici che rappresentano l’amore per la band di Austin Texas in 3 continenti. Pazzesco.

Su suggerimento di Luke, andiamo oltre il luogo dell’anfiteatro, più in su in una deliziosa piccola cittadina chiamata Evergreen.

Chi ha visto il primo film di Rambo? Ecco, la cittadina è davvero simile, ma senza lo sceriffo protettivo…

Prendiamo un fantastico caffè e gusto un cookie al cioccolato appena sfornato da svenimento in uno dei locali storici della città: come nei sogni.

Fuori comincia a nevicare e dentro di me sale un po’ di timore, anche perché il concerto di un altro artista il giorno prima è stato cancellato per il vento e la cancellazione sarebbe stata un vero dramma…

Abbiamo ancora qualche ora prima del Tailgate Party (ora vi spiego cos’è tranquilli).

Facciamo una corroborante passeggiata in un posto chiamato Bear Creek e, dopo aver visto un cestino per i rifiuti creato per impedire agli orsi di aprirlo, capisco anche il nome del posto.

Fortunatamente non facciamo incontri che sarebbero stati sgradevoli e prendiamo la via di Red Rocks.

Il sole tiepido comincia a fare capolino fra le nuvole scure.

Proprio sulla strada ricevo un messaggio che mi dà una notizia incredibile: la mia amica Lynn, che vive a Denver e l’anno scorso mi aveva mandato in regalo ricordi del live, ha due biglietti per la fila 17!

Il sogno vero e proprio, mio e di Kyle, comincia ora.

Il Tailgate Party si chiama così perché solitamente è un party prima di un concerto che viene tenuto mettendo cibo e casse per la musica appoggiate sui pick-up aperti.

Qui è organizzato al “Red Rocks Trading Post” (dove ci sono uffici e souvenir): sarebbe per i musicisti, i famigliari e chi è in possesso dei vip-tickets.

Ma la band non è come le altre e apre il party a tutti.

Qui realizzo quanto il mio lavoro di recensioni e impegno nel diffondere la musica indipendente, sia apprezzato negli States: tantissime persone vogliono conoscermi e mi salutano come fossimo amici da sempre.

Sono emozionato e anche di più quando conosco tutti i famigliari della band che mi conoscono da mesi sui social.

La foto con due membri della band è d’obbligo così come l’acquisto del meraviglioso poster celebrativo (e anche altro merchandise) creato da Morgan Avery.

Non incontro come a Londra l’amico Corey (il tour manager), troppo impegnato in un evento che sarebbe stato pazzesco, ma come sempre porto via con me magliette di ogni tipo.

La salita ci era stata descritta come dura, ma non la vivo così: fra poco vedrò l’arena più bella del mondo e non vedo l’ora.

L’intoppo più temuto invece viene piano piano spazzato via da un leggero vento: ci sarà il sole, anche se vedremo il concerto imbacuccati a 4° gradi. It’s Colorado, baby!

L’impatto è qualcosa che non posso descrivere a parole: il palco enorme sulla destra e l’immensa scalinata che si staglia davanti ai miei occhi, la roccia rossa sullo sfondo.

Faccio tantissime foto e non credo ai miei occhi: sono davvero qui!

Troviamo i nostri posti per la serata e noto subito che lo spazio vitale è grandissimo: la seduta è ampia e fra un posto e l’altro c’è molto spazio.

Dopo aver mangiato qualcosa, non stiamo più nella pelle.

Incontriamo delle simpaticissime ragazze texane conosciute sul fans club e restiamo in trepida attesa dell’inizio del primo opener: il cantautore texano Hayes Carll.

La sua esibizione è poetica e lui si emoziona al cospetto di un pubblico che man mano diventa imponente.

E’ il turno di una delle mie band preferite, che ho recensito già due volte e sono stati anche protagonisti nel mio Trex Music Club su WCN Radio: i 49 Winchester dalla Virginia.

La prestazione della band del grande Isaac Gibson è fantastica e scalda il pubblico: ce n’è bisogno fidatevi!

Ho il tempo per incontrare due amiche: Laurie, che vive in Oklahoma e con cui ho uno scambio di magliette. Io le regalo quella con il logo del mio blog e lei mi porta una maglietta dei mitici Red Clay Strays e una del leggendario locale (che cito anche nel mio libro) Cain’s Ballroom di Tulsa. E poi finalmente incontro Angie, che vive in Texas e conosco ormai da anni su Facebook.

Lei ha un bellissimo ranch in Texas, sorvegliato da una famiglia di asini dolcissimi.

Un incontro e due abbracci colmi di emozione, il sogno continua.

Ormai però manca poco al clou della giornata.

Il sole è tramontato, l’emozione sale e le grida aumentano quando si intravedono i membri della band salire sul palco.

Tutte le luci sono spente ora e la meravigliosa voce di Shane Smith comincia a cantare l’inizio di “The Mountain”.

E’ solo un’accenno.

Il fiato si mozza e la folla esplode alle prime note della intro che ormai da anni li accompagna: “The Gael”, dalla colonna sonora del bellissimo “L’Ultimo dei Mohicani”.

Una band esplosiva e un’acustica pazzesca in una location di una bellezza stordente.

Per la recensione dell’intero concerto vi rimando qui: https://www.trexroads.com/shane-smith-amp-the-saints-live-from-red-rocks-24-07-maggio-2024-morrison-colorado/

La giornata è finita e vado a dormire con la sensazione di aver vissuto l’esperienza più incredibile di tutta la mia vita.

GIORNO 4 – 8 maggio 2024:

Aeroporto Denver, Aeroporto Dallas Love Field, New Braunfels e Gruene.

L’adrenalina non permette un sonno ristoratore come servirebbe e la sveglia all’alba per andare in aeroporto in orario non aiuta.

L’Uber prenotata la sera prima arriva in orario, ma l’imprevisto è in agguato: a metà strada fra l’hotel e l’aeroporto la batteria dell’auto elettrica ci abbandona e restiamo in attesa di un altro autista.

Per fortuna arriviamo in orario e le procedure di sicurezza sono snellissime.

A Dallas prendiamo la nostra auto a noleggio, tappa a casa di Kyle e si parte verso il lungo viaggio che ho sognato e portato nei miei libri: si va a Gruene Texas, un quartiere storico di New Braunfels, città di circa 60.000 abitanti che è immersa nella musica.

Ci sono locali per la musica live in ogni angolo e si respira questa atmosfera anche nei ristoranti o nei bar, dove se non ci sono palchi per suonare, comunque viene suonata la musica che consiglio qui nel mio blog: un Paradiso in Terra.

Il viaggio scorre veloce, fra highway e deviazioni in piccoli pittoreschi paesini.

La musica ci accomuna e io e Kyle ci ritroviamo a cantare a squarciagola le nostre canzoni preferite, con ancora in corpo il concerto della sera precedente.

Fermata obbligata in una delle stazioni di servizio più iconiche dello Stato: Buc-ee’s.

Spiegarla a parole risulta difficile se uno non ci è stato: immensa non basta a descriverla.

Ci saranno 50-60 pompe di benzina, c’è un ipermercato con ogni tipo di cibo, snack o bevanda, ci sono vestiti, articoli per il campeggio e la pesca e tanto altro.

Io mi compro i mitici e deliziosi “beaver nuggets” (cornetti di mais ricoperti di caramello) e un ottimo caffè: si riparte.

Arriviamo a New Braunfels all’ora di cena dopo un viaggio di circa 4 ore e 380km.

Per un texano non è lontano, questo la dice lunga sulla differenza di prospettiva fra noi e loro.

Entrare nel quartiere di Gruene per me è speciale.

Ne ho fatto la casa del detective Cody Myers, protagonista dei miei libri ed è presente in ogni pagina delle mie storie.

Descriverla dalle foto è una cosa, ma viverla è un’altra: amici, è ancora più un sogno.

Un villaggio che sembra uscito da un film: ristoranti stupendi, locali leggendari, scorci da cartolina.

E’ tutto come lo avevo immaginato e descritto: sono senza parole e Kyle si accorge della mia emozione.

E’ sera quindi dovrò aspettare l’indomani per la caffetteria dove c’è il mio caffè preferito, ma a cena andiamo in un ristorante fantastico.

Il Gristmill è storico ed è proprio a picco sul fiume Guadalupe: una posizione privilegiata e unica.

Il cibo è delizioso e finalmente assaggio due dei piatti che volevo provare da anni: il pesce gatto e la torta tipica “pecan pie”.

Senza parole. Tutto perfetto, anche la musica che esce dalle casse del locale: Texas music, baby!

Facciamo una passeggiata per le vie del quartiere e visitiamo la leggendaria sala da ballo più antica del Texas: la Gruene Hall.

Fotografo la “porta di Willie Nelson” e guardiamo coppie ballare al ritmo di una band che suona swing.

Per chi non lo sapesse la “porta di Willie” è una porta aperta sulla fiancata destra che non esisteva.

Venne qui in concerto Willie Nelson nel 1998 per beneficenza (ci fu un’inondazione) e la sala era gremita in ogni singolo e remoto angolo.

La sala non aveva un’entrata per gli artisti e per raggiungere il palco si doveva giocoforza passare attraverso il pubblico: impossibile.

Si decise allora di aprire una porta segando il legno della fiancata sul fondo del locale per fare entrare il mitico texano e da allora chi fa sold-out ha l’onore di passare dalla “Porta di Willie“.

La giornata piena di chilometri (o miglia fate voi) e vedute pazzesche è finita.

GIORNO 5 – 9 maggio 2024:

Gruene, Canyon Lake, Jacob’s Ladder, New Braunfels e Wimberley.

Il mio romanzo “La Fattoria dei Serpenti” uscirà in tutte le librerie il 6 giugno 2024 per Another Coffee Stories Editore (https://anothercoffeestories.com) ed è una storia che ha come protagonista un detective.

Come vi ho anticipato il mio protagonista, il detective Cody Myers, vive proprio nel quartiere di Gruene (che loro pronunciano “greene”) e la visita è stata, per me, oltremodo emozionante.

Cody ha un locale preferito, che dista poche centinaia di metri da dove ho immaginato che viva: la Gruene Coffee Haus.

Ho scelto questa caffetteria come location 3 anni fa e la motivazione è sempre legata alla musica che amo.

La band texana Whiskey Myers vendeva come merchandise sul proprio sito il texas pecan coffee con il proprio marchio, ma proveniente da questa torrefazione-bar.

Mi sono incuriosito e, dopo aver ammirato le foto del posto, avevo scelto: il romanzo che stavo immaginando avrebbe avuto qui la sua casa.

Durante la scrittura la curiosità attorno ad un tipo di caffè, che qui non si trovava, mi ha fatto scrivere alla torrefazione e qui ho avuto la prima prova che i texani sono le migliori persone che uno possa incontrare.

“Buongiorno, sono un folle scrittore italiano che ha deciso di ambientare delle scene del suo romanzo crime nella vostra caffetteria. Qui non riesco a trovare il famoso pecan coffee, quanto mi costerebbe farmelo spedire?”

“Ciao Claudio sono Kelly la proprietaria. Questa è una cosa pazzesca! Grazie! Verifico e ti faccio sapere…”

Da questo scambio di email passarono dei giorni fino a che provai a chiedere lumi.

“Tutto a posto tranquillo.”

Il “tutto a posto” di Kelly significava che a sue spese mi aveva spedito 2kg di caffè: pecan coffee, pumpkin coffee, bourbon streusel cake coffee e salted caramel coffee.

Da non credere! Così come la bontà del caffè, che ho avuto la fortuna di riprovare in questo viaggio.

Il lungo preambolo anticipa la mia visita “reale” al locale: dal vivo è ancora più bello e accogliente, così come le sue cameriere.

Non c’è ovviamente Ashley, la fidanzata di Cody, che lavora qui, ma sia lo staff che i clienti sono gentili, cordiali e simpaticissimi.

Tutti rimangono a bocca aperta quando racconto loro del mio romanzo e vogliono sapere la data di uscita di una traduzione: magari un giorno arriverà.

Il “pecan coffee” è come lo ricordavo e anche lo scone al cioccolato e noci pecan è delizioso.

Ho fatto mille foto, ma siamo solo alla colazione: la giornata sarà lunga.

Decidiamo di tornare a Gruene dopo pranzo e ci dirigiamo verso un posto chiamato Canyon Lake.

Passiamo vicino al Whitewater Amphitheatre, un’arena naturale incredibile dove il giorno dopo si esibirà per 2 serate sold-out il leggendario Willie Nelson.

Il lago è veramente bellissimo, anche se la giornata è veramente e stranamente umida.

Kyle mi porta anche a vedere Jacob’s Ladder: una sorgente perenne di acqua che ha creato una fossa nella roccia profonda 30 metri e larga 3. L’acqua in questo periodo è bassa, ma guardare nel buco è impressionante.

Prima era anche un luogo dove gli abitanti venivano a rinfrescarsi e a tuffarsi, ma un incidente che ha visto la morte di un sub intrappolato nella grotta che scorre sotto il fiume, ha fatto mettere un divieto mai più tolto.

Il pranzo mi ha riservato due sogni realizzati: ho assaggiato finalmente il Texas BBQ e ho incontrato uno dei miei cantanti country preferiti.

Tornando a New Braunfels e sapendo della mia voglia di BBQ, Kyle fa tappa in uno dei locali migliori: il Black’s Barbecue.

La carne, cotta in affumicatori per più di 30 ore, è da estasi, così come il dolce alle pesche. Mai mangiata carne così buona.

Ma, sopresona, leggendo i miei post sui social il grande Creed Fisher decide di passare dal locale, che è a 5 minuti da casa sua, solo per salutarmi.

Mi sono emozionato (come si vede dalla foto).

Ritorniamo per esplorare Gruene: un quartiere storico delizioso.

Tanti negozi particolari, come quello dove vendono oggetti di ferro saldati per il giardino o dove ci sono le caramelle nei barili come negli anni ’50.

Fotografo ogni cosa: dalla torre dell’acquedotto, alla casa del mio detective (che in realtà è un negozio di vestiti da donna), dalla Gruene Mansion Inn un hotel che sarà in una delle mie prossime storie, agli angoli nascosti.

Qui faccio un altro incontro emozionante: la cantante Kayla Jane, che canta nel mio romanzo assieme a Cody, mi scrive che è a Gruene e la incontriamo.

Selfie, chiacchiere con lei e il neo-marito e seguiamo il suo consiglio e ci dirigiamo verso Wimberley dove si esibirà un suo amico nel locale più vecchio del Texas: licenza per gli alcolici numero 000001.

Il Riley’s è davvero stupendo ed è un salto nel passato: dal 1933, dice la targa.

La voce fantastica di Caleb meriterebbe un pubblico ben diverso, ma ci ringrazia e mi chiede il video che ho fatto per usarlo come pubblicità social: un onore, gli dico.

Gli chiedo se ha un profilo Spotify e gli prometto che trasmetterò una sua canzone nella mia playlist che ogni domenica tengo sulla radio indipendente americana WSKY Country Radio.

In ogni locale potete trovare il prossimo Cody Jinks, non è una frase fatta: qui è la realtà.

Non vuoi finire questa giornata incredibile con un’esperienza unica da raccontare ai posteri?

Mi manda un messaggio un altro dei tantissimi artisti che conosco, Eli Howard & The Greater Good, la sera suonerà vicino a Wimberley: ci siamo, gli scrivo.

Rimaniamo bloccati per più di 20 minuti a un passaggio a livello (cosa che ci salverà col senno di poi) e decidiamo di aggirarlo.

Sulla strada per il locale il cielo si scurisce leggermente.

E succede una cosa che non ho mai visto e mi ha spaventato a morte: il cielo in 15 secondi netti diventa nero come il petrolio e sullo schermo dei nostri cellulari arriva un messaggio: “Allerta Tornado: allontanarsi!”

Abbiamo fatto appena in tempo a tornare in hotel, mentre il vento scaraventava già cartelli sulla strada e la pioggia fortissima ci aveva raggiunti.

Per fortuna il fronte era a moltissimi km e il tutto è durato poco: ma che spavento!

Chiudiamo questa giornata piena di emozioni infinite provando il mio primo taco seduti nella camera d’albergo.

Ormai è ora di tornare verso casa di Kyle.

GIORNO 6 – 10 maggio 2024:

Italy, Dallas e Fort Worth.

Sveglia all’alba: ci aspettano i 400km per tornare verso casa di Kyle.

Faccio colazione con un delizioso waffle con la forma del Lone Star State e poi via!

Divertente deviazione lungo il tragitto per vedere la pittoresca cittadina di Italy: “la più grande piccola città del Texas”.

Dovete sapere che in Texas esistono anche le cittadine di Milano, Paris e London. E tante altre.

Funny!

Riconsegniamo in perfetto orario l’auto a noleggio e la simpaticissima e gentilissima fidanzata di Kyle, Courtney, viene a prenderci per la nostra prossima tappa: Fort Worth.

Altra dimostrazione di generosità dei texani: per permettermi di visitarla al meglio lei decide di prenotare una camera di albergo a sue spese vicino al centro della città.

A pranzo mi portano in un ristorante messicano favoloso dove provo per la prima volta i tamales: deliziosi!

Il “Fort Worth Stockyards” è il quartiere storico della città colmo di storia del “Vecchio West”: storie di cowboys, nativi americani, fuorilegge e borsa del bestiame.

La stazione ora è un mall dove potete trovare negozi di souvenir e ristoranti e naturalmente il negozio di dischi più importante di cui conosco il proprietario: Chief Records (che è anche casa discografica indipendente).

Mike mi ha tenuto da parte un disco introvabile: l’esordio in vinile turchese trasparente di una band che ora sta facendo il vero botto negli States i Red Clay Strays.

Completo anche la mia discografia del ragazzo che qui gioca in casa e che ha appena fatto un firma-copie nel negozio e cioè Cody Jinks, proprio da Fort Worth.

Foto di rito con gigantografia e simbolo del cantante e via verso l’ultima serata texana.

Non prima di aver ringraziato il grande Mike che mi omaggio di un cappellino da collezione proveniente da un festival che poi vi dirò.

Obbligatoria la visita al Billy Bob’s Texas: il locale di honky tonk più grande del mondo, anche se avrebbero fatto meglio a dire dell’Universo conosciuto.

Immenso non rende l’idea: all’interno ci sono due palchi, piste da ballo, 4 o 5 bar, ristorante, biliardo e un’arena dove si cavalcano tori.

Dopo aver vagato con gli occhi sbarrati, assisto allo spettacolo dilettantesco di “bull riding”: questi ragazzi sono dei pazzi e gli animali sono davvero enormi dal vivo.

Molto divertente e particolare. Inoltre la sera ci sarà la finale dei professionisti di questa disciplina alla TV: tutti ne parlano.

Tralascio il concerto visto dopo perché è stato davvero uno spettacolo deludente (anche a detta dei miei amici), ma finisco la serata con la convinzione di aver vissuto quello che avevo sempre sognato.

Rifare la valigia è stata un’opera ingegneristica veramente complicata, ma riesco a farci stare tutto e ogni cosa arriverà sana e salva a Milano con me: dischi, magliette e souvenir vari (compresi due pacchi di “pecan coffee” macinato).

Il viaggio è quasi finito, ma mi rimane il tempo per vedere il giorno dopo un altro spettacolo unico al mondo.

GIORNO 7 – 11 maggio 2024:

Fort Worth, Dallas International Airport e Milano Malpensa.

L’ultimo giorno è sempre denso di emozione e tristezza, mai come stavolta.

Ho sognato questa settimana così tanto che non riesco a credere sia già finita.

Mi rimane qualcosa da vedere e iniziamo con il museo locato dove si teneva la borsa del bestiame: bellissimo e interessante, per un amante del West poi è una vera chicca.

Storie di sceriffi, di nativi americani, cowoboys, vestiti maledetti e film storici.

Siamo in tempo per assistere alla “cattle drive”: una sfilata nel centro della città dei celeberrimi bovini “Longhorns”. Le corna dal vivo sono ancora più impressionanti.

Sfilano poi i vincitori del PBR (Prof Bull Riding), contadini locali, forze dell’ordine.

Vaghiamo per le ultime ore presso gli Stockyards e ultima tappa obbligatoria è il leggendario bar White Elephant Saloon dove Cody Jinks lavorava come barista e butta-dentro.

Si respira storia in ogni angolo: dal soffitto con i cappelli appesi, al bancone, al gioco molto texano “shuffle board”, che ovviamente ho provato con scarsi risultati.

Un lungo tavolo di legno cosparso di sabbia dove si cerca di far scorrere dei piccoli dischi di metallo fino al bordo opposto.

Ultima esperienza texana prima del pranzo a base di un ottimo panino a base di ribs e patatine dolci fritte.

Kyle mi fa un regalo graditissimo con due sotto-bicchieri di pelle di mucca souvenir di Fort Worth.

La loro gentilezza, generosità e accoglienza non hanno eguali.

Lo abbraccio con la promesse di tornare presto e in effetti ci stiamo già pensando.

Dopo Red Rocks, altro festival in “bucket list” è l’HWY30 (quello del cappello regalato da Mike) in Idaho.

Altro giro, altra avventura straordinaria da sognare.

Spero di non avervi annoiato e di avervi reso partecipi della mia emozione per un viaggio da sogno: la miglior band dal vivo nella più incredibile location per concerti e il Texas dei miei romanzi.

Ringrazio ogni giorno il Cielo di aver scoperto il mondo della musica indipendente americana: ho trovato non solo amici, ma anche una vera e propria famiglia legata ad alcuni artisti come Shane Smith & The Saints, che ci trattano come fossimo parte della band.

Ora non vi resta che andare su Amazon o in libreria il 6 giugno e acquistare la vostra copia del mio primo romanzo per Another Coffee Stories: La Fattoria Dei Serpenti e immergervi anche voi nelle storie di Gruene e delle sue strade.

Love y’all, come direbbero in Texas.

Trex

Pubblicato da Trex

Sono un blogger e scrittore appassionato di musica indipendente americana. Scrivo gialli polizieschi e ho inventato il personaggio del detective texano Cody Myers.

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